28 Luglio 2008,
Castiglione Messer Marino (CH)-Pescopennataro (IS) (Tractorius)
L’antica civiltà della
transumanza è stata rievocata nella grande manifestazione promossa dalla
Provincia di Chieti, denominata Tractorius.
L’evento ha previsto tre giornate di immersione totale sul tratturo
Ateleta-Biferno attraverso tappe nei paesi più rappresentativi che si snodano
sul suo percorso.
L’ultimo incontro è stata
per me l’occasione di trasformarmi in una giovane transumante, unendomi alla
carovana che dal comune abruzzese di Castiglione Messer Marino si è portata in
quello di Pescopennataro nell’Alto Molise.
E’ stato un po’ come unire
idealmente le due regioni la cui storia è stata per secoli segnata da questa
antica tradizione.
L’incontro è fissato per
le 9:00. Una colazione con latte e dolcetti tipici, qualche breve scambio di
opinione sulle giornate precedenti e propositi per quella odierna. Verso le
10:00 ci si incammina per una stradina in salita. Il sole non è molto caldo ed
una leggera brezza ci dona un po’ di frescura.
L’entusiasmo è grande e a
tenerci compagnia c’è Nicola, il “musico transumante”, che con il suo organetto
allieterà il nostro cammino. Anzi le danze! Eh sì! Resistere alla musica
diventa impossibile e grazie alla compagnia di Pietro, suonatore di nacchere di
pietra, e di Lucia, gioviale danzatrice, il percorso si trasforma in quello che
sarà il mio primo “trekking danzante”.
Seguiamo il crinale del
monte, sulla cui cima sono poste numerose pale eoliche, ma quasi non ce ne
rendiamo conto. Nicola continua instancabilmente a suonare con aria placida e
sorridente. Quei giri, che magicamente escono fuori dal suo organetto, sono la
voce della sua anima e ruotano tutt’intorno fino al cielo ad accompagnare il
volo di una poiana e di altri uccelli che sembrano danzare lassù nello spazio
infinito.
L’aria di festa viene per
un momento raffreddata. Una organizzazione sotto certi versi superficiale ci
impedisce di proseguire sul tratturo, che abbandoniamo per proseguire, ahi noi,
sulla strada con dei mezzi di fortuna.
Arriviamo per le 14:00
circa nel comune di Rosello dove, nel centro visite, ci aspetta il pranzo a
base di prodotti locali. Dopo il nostro tranquillo ristoro la sala diventa
scenario di nuove danze!
Verso le 16:30 riprendiamo
il percorso di nuovo sui mezzi che ci porteranno all’imbocco dell’ultimo tratto
di tratturo. Ci ritroviamo così su un furgone della Protezione Civile. Il
solito gruppetto ballerino, con Nicola e Pietro che sono ormai diventati a
pieno titolo i nostri veri animatori della giornata. È ancora la musica a
tenere banco: l’indispensabile organetto, due pietre per nacchere, le nostre
voci più o meno intonate che risuonano tra canti popolari. Quella che si
respira è a parere di tutti una vera e propria sintonia! E così penso a quanto
sia, in casi come questo, meravigliosamente complesso l’animo umano. Persone
provenienti da territori diversi, con un vissuto diverso, con un proprio modo
di essere si ritrovano a condividere emozioni simili, la stessa voglia di
divertirsi e la complicità di stare insieme. Un connubio unico, sincero,
cristallino, forte.
Il gruppo si ricompatta e
si procede di nuovo insieme per il tratto finale verso Pescopennataro.
Attraversiamo dei prati ancora
pascolati. È meraviglioso danzare sui pascoli! E chissà se i veri transumanti
durante i loro lunghi viaggi si concedevano momenti di spensierata allegria per
alleggerire le fatiche della vita da pastore.
Delle mucche in lontananza,
forse incuriosite ed attirate dalla musica e dalle nostre voci, avanzano verso
di noi con passo veloce e con i campanacci al collo che rintoccando creano una caratteristica
sinfonia . Per un attimo danziamo con loro e sembra quasi che sui loro musi si
aprano larghi sorrisi mentre le loro code si muovono al suono delle note! Dopo
avere immortalato il momento con delle foto ci riuniamo al gruppo.
All’ingresso del paese la
gente vera ci accoglie. Così come accadeva nel passato. Ed è una grande festa: volti
sorridenti, gente che danza o che batte le mani a tempo di musica, voci che si elevano
al cielo.
Torno a casa pensando alle
parole che Pietro mi ha ripetuto più
volte “la musica unisce”. È vero. Ma aggiungerei anche la natura, che diventa
ogni volta splendida cornice di momenti indimenticabili.
E non posso, a conclusione
della giornata, nonostante le cose non siano andate come sarebbero dovuto
andare, non essere felice di avere incontrato in questo cammino danzante animi gioiosi
e genuini che, in barba alle organizzazioni poco attente e puntuali, non hanno
cessato di cantare, suonare e sorridere!
Forse è questa l’essenza
della vita!
Isabella