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Riserva MaB di Collemeluccio-Montedimezzo

Visite guidate e Riserva MaB di Collemeluccio

Riserva Naturale Orientata di Montedimezzo
Situata nel territorio di Vastogirardi (IS), costituisce insieme a quella di Collemeluccio, a Pescolanciano (IS), una Riserva della Biosfera, rientrante nel programma dell’UNESCO denominato “Man and Biosphere” (MaB). Esso ha lo scopo di studiare le relazioni tra l’uomo e la natura, sottolineando come tale rapporto possa esplicarsi secondo modelli concordi ad uno sviluppo sostenibile.
Sentiero Colle San BiagioTale Riserva MaB è di notevole pregio per la regione Molise, se si pensa che attualmente in tutto il mondo ce ne sono poco più di 300, e soltanto 8 in Italia.
Dotata di un sentiero didattico autoguidato per disabili e non vedenti (Sentiero Colle San Biagio), caratterizzato dalla presenza di tabelle informative in linguaggio Braille.
Pannello Braille Dispone inoltre di un’area attrezzata per il pic-nic, di servizi pubblici e di una fontana, che rendono la visita più agevole per chiunque.
All’interno della foresta sono state realizzate una rete di sentieri, alcuni anche ciclabili, con diversi gradi di difficoltà, adatti dunque per ogni esigenza ed un’aula multimediale, completamente costruita in materiale ecocompatibile.
Nei locali della Stazione Forestale è Interno museoallestito un Museo ed un Centro Visitatori, suddiviso in tre aree, nelle quali è possibile osservare alcuni reperti floristici, faunistici e geologici caratteristici del luogo.
E’ infine attivo un Centro di Recupero per gli Animali Selvatici, dotato di recinzioni e voliere, che ospita animali non più introducibili nel loro ambiente naturale, perché vittime di incidenti e della noncuranza dell’uomo.
Dal punto di vista vegetazionale la Riserva di Montedimezzo è caratterizzata da un bosco misto di latifoglie, a prevalenza di cerro (Quercus cerris) e faggio (Fagus sylvatica). Le due specie vegetano in associazione con altre essenze quali: acero montano, acero campestre, frassino ossifillo, sorbo degli uccellatori, biancospino, pero e melo selvatico.
Hepatica nobilis - Fioritura primaverileNon è raro incontrare anche qualche esemplare di abete bianco (Abies alba), che piantato in epoche passati dall’uomo, è riuscito nel corso del tempo a ricolonizzare spontaneamente il territorio.
Il sottobosco è particolarmente ricco di specie in primavera, quando il faggio non è ancora in piena vegetazione e i raggi del sole riescono a raggiungere il suolo, provocando così un’esplosione di variopinte fioriture quali l’erba epatica, l’anemone appenninico, le primule e le viole.
La fauna è rappresentata dagli animali più frequenti nell'Appennino: cinghiale, lepre, tasso, donnola, faina, volpe ed occasionalmente si possono osservare alcuni daini, introdotti di recente a scopo di ripopolamento, nel limitrofo bosco Feudozzo in agro abruzzese.
Uccelli ed altri piccoli animali sono presenti con rappresentanti di quasi tutte le specie comuni al comprensorio dell'Alto Molise.

Re FajoneUna piccola curiosità legata a questa Riserva, poco al di fuori dei suoi confini è presente un faggio secolare, di circa 300 anni, il cui tronco può essere abbracciato da cinque persone, esso per la sua maestosità ed imponenza viene chiamato il Re Fajone, perchè con la sua maestosità regna sovrano nel bosco.
A riguardo vogliamo raccontare questa storia: “Una storia narrava di un grande albero in mezzo al bosco.
Dicevano che era l’albero della vita.
Quando qualcuno credeva, per superbia, di essere superiore agli altri era invitato ad andare in mezzo al bosco a domandare al grande albero che cosa pensasse di lui. L’albero spesso taceva e l’uomo rimaneva muto a guardare le alte cime che sfioravano il cielo, sentendosi piccolo, piccolo
.” (Romano Battaglia) ...ed è proprio così che ci si sente di fronte ad esso...piccoli, piccoli...

Riserva Naturale Orientata di Collemeluccio
Ingresso Riserva CollemeluccioSituata nel territorio di Pescolanciano (IS), con la  Riserva Naturale Orientata di Montedimezzo, a Vastogirardi, costituisce dal 1977 un’unica Riserva della Biosfera, rientrante nel programma MaB, acronimo di “Man and Biosphere”, dell’UNESCO.
Il suo nome deriva molto probabilmente da Desiderata Melucci, una nobildonna che acquistò il bosco nel 1628, per portarlo in dote al marito Duca D’Alessandro di Pescolanciano. Verso la fine dell’800 il bosco venne frammentato e donato ad altrettanti nobili del posto, finché nel 1968 non divenne di proprietà dell’ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. Bosco
La Riserva è caratterizzata da un bosco di abete bianco (Abies alba), ormai uno dei pochi e frammentati relitti presenti in Appennino e per questo di notevole valenza ecologica. In associazione con esso si trovano il cerro (Quercus cerris) ed il faggio (Fagus sylvatica), con carpino bianco, acero campestre e frassino maggiore. Nel sottobosco abbondano il biancospino, l’agrifoglio, il nocciolo ed il corniolo.
Dal punto di vista faunistico sono presenti il cinghiale, il tasso, la martora, la donnola, la faina, lo scoiattolo; tra gli uccelli si annoverano la poiana, il gufo, il barbagianni, la ghiandaia. In prossimità della Riserva sono il fiume Trigno ed il torrente Salcitaro dove è stato rinvenuto il gambero di fiume.
SegnaleticaDotata di una rete di sentieri che attraversano il bosco in un’atmosfera quasi fatata. Molto suggestivo il sentiero che porta alla Fonte Cupa dove è possibile trovare refrigerio nelle fresche acque della sorgente. Caratteristico anche il percorso che porta in vicinanza del fiume Trigno.
Nell’area antistante la Riserva è presente un’area di sosta per il tempo libero e per il pic-nic.
Inoltre è annesso un piccolo museo dove sono conservati reperti della flora, fauna e geologia del territorio.


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"Gli alberi sono sempre stati per me i più assidui predicatori.
...Nelle loro cime stormisce il mondo, le loro radici riposano nell’infinito…
essi tendono ad un unico scopo: portare a compimento
la legge che in loro dimora,
realizzare la propria intima fisionomia,
interpretare se stessi...
Essi predicano,
noncuranti del particolare,
la legge primordiale della vita…"

Hermann Hesse

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